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martedì 7 luglio 2015

FTSEMIB - Quadro in deterioramento

L'esito (inatteso) del referendum in Grecia (con percentuali di No e Si vicine a quelle di Fibonacci) e le prevedibili reazioni della Troika hanno generato la brutta chiusura di ieri, sotto il minimo precedente.

Considerazioni:
1) i Greci hanno scelto, consapevoli o meno, il loro destino; Tsipras è stato un manipolatore più abile della controparte , facendo credere al suo popolo che ci sarebbe stato un accordo in 24 - 48 ore; 
i greci non hanno capito che un accordo richiede una negoziazione tra due parti ma se la controparte si rifiuta di sedersi al tavolo negoziale, l'accordo non ci può essere; 

2) la dimissioni di Varufakis contano zero; già da mesi non partecipava più  ai tavoli negoziali; Tsipras deve mettere sul piatto ben altro, riforme e numeri; non può pretendere solo un taglio del debito, nessun creditore lo concederebbe mai senza qualcosa di sostanzioso in cambio, e la sua proposta deve essere veloce e sostanziale perchè

3) la Grecia è tecnicamente fallita; la BCE da sola non potrà garantire liquidità ELA alle banche se non per pochi giorni e Draghi non vuole, giustamente, ricoprire un ruolo politico;

4) la Troika vorrà lo scalpo di Tsipras; non può pretenderlo subito, visto il risultato referendario, ma nel medio termine farà di tutto per vendicarsi della "spudoratezza" del comportamento; gli eurocrati non ammettono pensieri e comportamenti diversi dai clichè e dai propri voleri / valori;
per questo l'Europa, così come è strutturata e fondata su austerità e giogo dei popoli non può funzionare.

5) la Germania e la Francia continuano a dare il peggio di se stesse; l'Italia continua a non contare nulla mentre di fatto ha l'unica carta in grado di cambiare l'Europa (il nostro debito farebbe "game over");
siamo il vero bersaglio di tedeschi e francesi.

6) il FMI , col report che dichiara l'insostenibilità del debito greco, ha fatto una figura barbina; Lagarde si dovrebbe dimettere; è stata semplicemente ricondotta all'ordine dal suo principale azionista, gli USA, che per ora stanno nell'ombra preoccupati più dell'avvicinamento di Putin alla Grecia che della debolezza dell'Euro. 

Conclusioni; si mette male, molto male.

Da un punto di vista tecnico:

a) nella migliore delle ipotesi (accordo), pur con un doveroso riconteggio, siamo nell'ultima onda z di un triplo zig-zag di onda b o Alt:4 minor; in un paio di giorni ci leviamo il pensiero circa la sua fattibilità;

b) nell'ipotesi peggiore (Grexit) siamo già nella correzione di medio - lungo termine.

Non ci resta che attendere per vedere la reazione del mercato; volatilità in aumento con movimenti anche brutali.


  EWS

PS: a Padovan e Renzi sarebbe interessante far vedere il grafico sovrastante a confronto con quello del Dax e Cac di ieri; i mercati non stanno dicendo esattamente la stessa cosa....

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