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lunedì 22 giugno 2015

TECNOCRATI E DEFAULT

Sulla crisi greca, che continua a tener banco sui mercati europei, il nostro Ministro dell'Economia Pier Carlo Padovan ha dichiarato che le ripercussioni per l'Italia di una eventuale uscita della Grecia dall'Euro sarebbero "molto contenute".
 
Anche se il personaggio in questione ne sa sicuramente più del sottoscritto sia di economia (io ho solo una misera laurea , lui è stato docente universitario e capo economista al FMI) sia di Grecia (io valuto e analizzo dati e notizie dalle fonti standard, lui è un insider essendo stato nell'FMI responsabile proprio del paese ellenico) mi permetto di dissentire alle sue ottimistiche affermazioni in caso di worst case scenario greco.
 
Come si legge dalle colonne di WSI che riprende un articolo del Guardian, il debito pubblico greco ammonta a 320 miliardi di Euro, il 175% del PIL del paese;
di questi, 62 miliardi hanno come creditore proprio l'Italia che il Ministro Padoan rappresenta;
quanto valgono 62 miliardi sul nostro PIL?
il 3,8% ovvero oltre il doppio della fantomatica manovra Monti , la "salva Italia", che ci accoppo' di tasse (patrimoniali e addizionali varie) e tagli di risorse agli Enti Locali (che inasprirono anch'essi la pressione tributaria scaricando i tagli vs. il basso con nuove imposte sui cittadini amministrati).
 
Ai 62 miliardi dello Stato, vanno poi aggiunti le quote a carico del nostro sistema paese, dell'esposizione delle banche italiane su quelle greche (1 Miliardo) , dei prestiti ESFS (% da calcolare su 192 Miliardi) e dei prestiti della BCE in forma SMS (% da calcolare su 28 Miliardi) e chissà cosa altro ho dimenticato.
 
Certo, si potrebbe obiettare che anche nel caso di fallimento della Grecia, il default possa essere parziale, come quello del 2012, ed interessare "solo" il 40 o 50% del debito ma parliamo pur sempre di un impatto del 1,2 % - 1,5% del nostro PIL che sarebbe comunque un salasso notevole per le italiche finanze (e dubito che i creditori istituzionali come FMI e BCE accettino un haircut).

Quali conclusioni si possono trarre?

 
1) che la Grecia se non fallisce adesso perchè si "forza" un accordo geo-politico (per non sfaldare l'Unione, per le pressioni di Obama , per evitare le interferenze di Putin) fallisce tra 3 o 6 mesi ; nessuna delle grandi istituzioni finanziarie , e in primis la Germania, può più permettersi di concedere altri prestiti o dilazioni ad un paese (i cui governi precedenti, va ricordato, hanno taroccato i conti pubblici e perso la reputazione più volte) che non vuole o non può fare le nuove riforme richieste (pensioni, pubblico impiego, imposte) perchè l'attuale governo Tsipras non è stato votato per far subire altri sacrifici insostenibili e perchè i greci sono oggettivamente allo stremo.
2) che il nostro Ministro capirà di economia ma di trading non capisce granchè, e non ha la benchè minima idea di cosa potrebbe scatenarsi sui mercati finanziari in caso di default greco, a danno principalmente proprio dell'Italia che, per debito pubblico e bassa crescita, è la gamba più zoppicante d'Europa ed ha un governo posticcio che non sta brillando nè in politica nè in economia e per di più con i media in virata (ne ha annunciate troppe rispetto alle poche fatte e che poteva effettivamente  fare);
3) che il nostro Ministro mente sapendo di mentire e poco importa che lo faccia per evitare allarmismi o panico; per uno nella sua posizione quel "molto contenute" rispetto alle ripercussioni per l'Italia del default greco è agghiacciante.
 
 
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Dal punto di vista tecnico , la settimana si è chiusa su quotazioni degli indici azionari che sembrano credere ancora ad un accordo in extremis tra Tsipras e i suoi creditori.

Il FTSEMIB evidenzia:

- su grafico settimanale, da un lato l'aspetto negativo della rottura al ribasso della MM 20 w, dall'altro l'aspetto positivo di un "dirty hammer" , uno dei candlestick pattern di inversione rialzista più interessanti e promettenti (che lo sia effettivamente è ovviamente un'altra cosa);



- su grafico daily, si notano un piccola divergenza bullish sul momentum, il raggiungimento del primo cluster di Fibonacci e di un potenziale flesso rialzista di ciclo  ma anche un pattern incompleto nell'accezione prospettata di doppio zig-zag in onda c/y , che ad onor del vero, trattandosi di un sideways complex, è di fatto il più irregular degli irregular pertanto aperto alle combinazioni più disparate e imprevedibili.

 

Tre riflessioni:
 
trend: tecnicamente ci sono le basi affinchè si possa aver toccato quel minimo di breve termine di onda b o Alt:4 minor che si attendeva e si stia avviando l'ultima (breve) ondata rialzista con obiettivo 24.500 - 26.000; tale ipotesi ovviamente è collegata ad un accordo tampone Grecia - creditori.
Se non si trova l'accordo lo scenario cambia radicalmente (ovviamente in negativo).
 
strumento per cavalcare una ipotetica onda rialzista; in questo contesto forse meglio un ETF ; scorrendo i grafici dei nostri titoli, ne sono rimasti veramente pochi con patterns interessanti , gran parte di quelli segnalati nella Hot List o nelle pagine del blog qualche settimana fa hanno vissuto nel frattempo un pesante deterioramento dei rispettivi quadri tecnici, pertanto la nuova lista settimanale (rinvio alla pagina suddetta) è piuttosto scarna di titoli di vero peso;
 
esposizione: prudenza vuole sia bassa, il R/R è poco favorevole e con bassi margini di rialzo è anche difficile piramidare la posizione con ingressi multipli regressivi soprattutto in ipotetica onda terminale che potrebbe anche svilupparsi come truncated o soprattutto diagonal.
 
Il mio portafoglio è nel frattempo negativo; le poche posizioni aperte sono tutte in loss (esclusa VAS aperta venerdì) e la copertura attivata il 5 giugno non ha ripagato pienamente le perdite per ora subite.

Buon trading !

EWS

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