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lunedì 15 luglio 2013

FTSEMIB - Analisi per il 15 luglio 2013

Chiusa la prima settimana di vacanze in Trentino, riparto oggi pomeriggio per la seconda nella mia casa sull'Appennino Romagnolo.
Minimo comune denominatore è la carenza / instabilità dei collegamenti internet, quindi non riuscirò ad assicurare aggiornamenti quotidiani fino a lunedì prossimo (devo salire sul monte sopra alla casa per aver un contatto con Wind, gli altri operatori non offrono un segnale di copertura regolare);
agli eventuali commenti risponderò quanto prima.
Un saluto a tutti.

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Certo che se la nostra borsa non riesce a salire nemmeno quando Wall Street ritesta i massimi storici non c'è molto di cui essere ottimisti.

Sembra che il peso del declassamento di S&P (peraltro scontato dal mercato), le beghe del Governo Letta alle prese con i problemi giudiziari di Berlusconi, la crisi politica in Portogallo, abbiano superato gli effetti benefici delle rassicurazioni di Bernanke (sul non imminente taglio del QE) e di Draghi (sul prolungamento del periodo di tassi bassi) e dell'allentamento UE sugli investimenti infrastrutturali come potenziale volano di rilancio per l'economia.

Ciò rende ancora più ovvio il fatto che la liquidità non sorregge indistintamente i mercati, ma seleziona quelli nei quali ci sono le migliori condizioni / opportunità, e il nostro non è tra questi; 
la crisi economica è più pesante del previsto e le prospettive restano negative, con un governo che non è veramente capace di incidere sui reali problemi economici del Paese, disoccupazione, crescita e produttività in testa, complice un debito pubblico che non lascia scampo e una remissività della gente che pur di non incazzarsi per i sempre meno soldi in tasca, riduce persino i consumi alimentari.

La miglior fotografia della settimana l'ha resa il Fondo Monetario Internazionale nel suo rapporto di martedì scorso, nel quale ha messo in evidenza:
a) una revisione al ribasso del PIL mondiale con una previsione di crescita globale del 3,1% nel 2013;
b) 3 aree mondiali a 3 diverse velocità; USA in crescita apparentemente stabile, Emergenti in altalena, Europa in lieve recessione (-0,6%), 
c) 3 rischi per il futuro; la frenata della Cina, la sostenibilità della crescita del Giappone, la via d'uscita della FED.

Con l'Italia maglia nera per recessione (-1,8%) tra i paesi della UE.
Altro che luce in fondo al tunnel.


QUADRO TECNICO


La chiusura di venerdì con la rottura del supporto a 15.567 è negativa e invalida il conteggio principale finora proposto perché, anche se la ex 2 non è scesa sotto la ex 1, è difficile che un'onda due di grado inferiore (es: 2 subminuette) impieghi più tempo a costruirsi di un'onda due di grado superiore (es: [2] minuette).

Non tutto è perduto, ma sicuramente un po' compromesso, almeno in termini di ritmo.

Nel medio termine resto cautamente ottimista fino alla tenuta del supporto a 14.850 in direzione del quale il mercato potrebbe dirigersi per sconfessare i (pochi) rialzisti che sono entrati tra l'ultima di giugno e la prima di luglio.
 
Aggiornamento dello scenario preferito di breve:
il rialzo dal 24 giugno al 9 luglio può essere letto come onda 1 minute della a minor della (y) intermediate in forma di leading diagonal; se così fosse siamo ora nell' onda 2.
 
Conferma dello scenario alternativo di breve:
il rialzo suddetto è stato solo l'onda Alt:x ed ora siamo nell'onda Alt:z a testare i minimi.

Come sempre, non conta azzeccare la previsione, conta riuscire ad acquisire un'ingresso sul mercato decente e a basso rischio.





PORTAFOGLIO

Ancora vuoto sull'Italia.
 
La mia strategia è la seguente: considerato che il nostro mercato non sta intercettando la liquidità internazionale (e come potrebbe così malridotto), se dovesse essere ugualmente trainato dal rialzo delle borse meglio impostate (New York, Francoforte, Londra, Zurigo e Tokyo in testa), reputo sia più prudente posizionarsi sui titoli con alta forza relativa e con chart patterns ad alto potenziale (quindi non è ancora tempo, in genere, per le small caps citate nel post del 5 giugno, alcune delle quali, peraltro, hanno smentito le loro impostazioni)

La nuova HOT LIST settimanale:

> vicini all'ingresso long: BANCA IFIS, CATTOLICA ASS, REPLY, IREN, TESMEC e anche ITALMOBILIARE.

> interessanti sul breve: ACEA, BANCA GENERALI, FONDIARIA-SAI RISP , MILANO ASS (RNC), SAVE, STM, UNIPOL, VITTORIA ASS, TXT-SOLUTIONS.

> sotto monitoraggio:
    - perchè in potenziale onda 4 di medio termine: A2A, AZIMUT, AUTOGRILL, ASTM, CAMPARI, CEMENTIR, DE LONGHI, GEMINA, LUXOTTICA, MEDIOLANUM, PARMALAT;
    - perché con potenziali bullish chart patterns di medio termine: BANCA POP E/R, PIRELLI, COFIDE , CIR, RISANAMENTO, SOGEFI.
 
I breakout rialzisti, per essere più affidabili, devono essere accompagnati da alti volumi; stop loss max - 5%.
 

ElwaveSurfer

PS: In tutta onestà, spero che i triggers non entrino; vorrei godermi in serenità la mia famiglia senza ulteriori pensieri (già uno si porta quelli del lavoro...)
Sul mercato USA ho rimasto solo una piccola posizione su KKD che era in utile e sta continuando a salire forte (vedi post del 01 giugno, uno dei trade più fortunati che ricordi, da stop loss mancato per errore a + 36% attuale), mentre non sono entrato sui segnali long della scorsa settimana (ho annullato gli ordini).
Mi è mancata la voglia, ma sono sicuro che,  se andranno bene, magari avrò pure il rammarico di essermela volutamente dormita, mentre se entro sul mercato italiano e vado in stop saranno maledizioni per non aver staccato la spina!
La psiche umana è veramente micidiale...


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