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martedì 9 aprile 2013

GOOGLE Glass: nuovo status symbol o super flop?

Google sta lanciando, in beta test, un nuovo avveniristico prodotto che potrebbe rivoluzionare i costumi negli USA (e nel mondo) e costituire un eccellente fonte di rivalutazione del titolo sul mercato, o rappresentare un flop di dimensioni colossali e una zavorra finanziaria per il colosso americano.


Si tratta dei Google Glass, occhiali tecnologici multimediali, che proiettando le immagini sulla retina dell'occhio tramite un sistema di "prismi intelligenti", sarebbero capaci di effettuare foto, video e persino collegarsi ad Internet.


Il cofondatore di Google, Sergey Brin, è un accanito sostenitore di questo nuovo progetto e si fa riprendere in pubblico con gli occhiali per iniziare a dare visibilità al prodotto e suscitare la curiosità e l'interesse necessari anche solo per il lancio di prova (ad un numero limitato di persone, tra i quali alcuni opinion leaders americani dello sport e dello spettacolo); in questo la strategia di Google è diametralmente opposta a quella di Apple, che fino all'ultimo tiene nascosti i nuovi prodotti anche per timore di farseli copiare prima dell'uscita ufficiale da qualche ditta di Taiwan, anche se dalle ultime indiscrezioni pare che stia lavorando ad un prodotto simile anche Microsoft.


Le prime reazioni sono contraddittorie; molte persone si rivelano diffidenti verso i techno-occhiali Google perchè violerebbero la privacy; un barista di Seattle ha vietato ai clienti che li indossano di entrare nel proprio locale, mentre nello Stato della West Virginia c'è chi sta predisponendo un disegno di legge per vietarne l'uso a chi è alla guida di automezzi (per evitare ovvie distrazioni).
Altre reazioni sono più accondiscendenti ed alcune addirittura entusiastiche perchè sarebbe uno dei primi esperimenti di realtà virtuale, già vista in alcuni film di Hollywood degli anni '80 e '90.


Certo è che la strategia del beta test e della visibilità aiuta Google a settare il proprio prodotto in vista del lancio previsto a fine anno; l'azienda, di fronte alle richieste del pubblico, ha fatto sapere che gli occhiali computerizzati potranno montare anche lenti da vista, se così non fosse in alcuni paesi potrebbe perdere (secondo stime degli analisti) fino al 40% dei potenziali clienti.


La reazione del titolo al Nasdaq?
Per ora non sembra che l'andamento dei prezzi sia tale da scontare un successo del prodotto (e quindi un incremento degli utili attesi) o decretarne il fallimento.
Il tempo, evidentemente, non è ancora maturo per capire se potrà essere un fenomeno di massa simile all' I-Phone, con le stesse (o simili) favorevoli ripercussioni finanziarie per il suo produttore.

Google (GOOG) vanta un buon IBD * rating pari a 85 su 100, di cui quello relativo agli utili netti per azione (EPS) è anch'esso notevole (85/100, sebbene con EPS del trimestre corrente stimato in calo al 6% dal 12%), discreto l'indice di forza relativa del titolo rispetto al mercato (70/100) , eccellente l'indicatore che misura la redditività e le vendite (SMR = A); meno positive invece sono la forza del settore rispetto all'indice (INDRS = C) e soprattutto il livello di istitutional sponsorship che misura l'accumulazione / distribuzione del titolo tra gli insider e i fondi (A/D = D), considerato che il titolo sta subendo un calo dai massimi con volumi in leggero aumento.


L'analisi tecnica evidenzia comunque che Google, da agosto 2012, è impostata al rialzo sebbene con un trend che appare graficamente canalizzato all'interno di un cuneo convergente (ieri i prezzi dell'ultimo ribasso hanno sfondato il top della bullish wave precedente) che, quasi sempre, non è sintomo di un momentum sano e durevole e potrebbe preludere ad un prossimo top finale nell'ambito di un Leading Diagonal Pattern.
In termini di Elliott, lo scenario principale colloca il titolo alla fine dell'onda (4) intermedia della ((1)) Primary della V Cycle, quindi breve rialzo prima di un top con storno successivo anche pesante.




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* IBD = Investor's Business Daily , è una delle società di William O'Neil, divulgatore del metodo C.A.N. S.L.I.M. , secondo il quale le azioni sovraperformanti andrebbero analizzate e selezionate in funzione di 7 parametri di natura tecnico-fondamentale, con scale di rating da 0 (minimo) a 100 (massimo) oppure da E (minimo) a A (massimo).

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