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martedì 2 aprile 2013

BORSE USA - Analisi di scenari: "make" or "break"?

Archiviato il primo trimestre del 2013, diventa utile analizzare la situazione dei mercati azionari e delineare i possibili scenari futuri.

E non si può non partire dall'economia e dal mercato di riferimento a livello mondiale: gli Stati Uniti.

I principali indici di borsa americani hanno raggiunto i massimi storici (S&P 500) o li hanno superati (DJIA); solo il NASDAQ è ancora molto al di sotto, anche se vi sono comunque alcuni settori , quali quelli Biotech, HealthCare e Insurance, che hanno anch’essi già oltrepassato i tops precedenti.
Con l'ausilio dell'analisi fondamentale, tecnica e del sentiment, cerchiamo di capire se siamo in prossimità di un Top Reversal (cosiddetto "make") oppure di una resistenza che sarà superata in accelerazione (cosiddetto "break").
Dal punto di vista fondamentale, gli Stati Uniti sono entrati nel 4° anno di espansione del ciclo economico; il PIL nel 2012 è cresciuto del 2% e le stime per quest'anno prevedono, forse un po' ottimisticamente, un miglioramento al 2,3% - 2,8%, e nel 2014 addirittura al 2,9% - 3,4%.
Dopo la crisi di 5 anni fa, negli USA la disoccupazione è scesa al 7,7% (il valore più basso dal 2008) ed è prevista in ulteriore discesa (al 7,3% - 7,5% nel 2013 e tra il 6,7% e il 7% nel 2014) , sebbene non al livello individuato dalla FED come spartiacque per interrompere la propria politica monetaria ultra-espansiva (6,5%), che a differenza della BCE, non è più impostata principalmente sul tasso di inflazione, il quale resta comunqe sotto controllo (2,2% nel 2012).

L'indice di fiducia dei consumatori, invece, dopo il massimo a 144 del febbraio 2000 (un mese prima del top del Nasdaq) e il minimo del febbraio 2009 (un mese prima del bottom dei 3 indici principali),
resta ad un livello piuttosto basso e non mostra segnali positivi.



Il rialzo delle borse americane degli ultimi mesi è stato generato , tra gli altri, da due fattori:
- dal buon andamento delle ultime tre stagioni delle trimestrali; nell’ultima in particolare, circa il 75% delle società dell'S&P 500 ha riportato utili oltre le attese;
- dalla politica monetaria particolarmente accomodante della Federal Reserve, che dalla crisi Lehamn ha iniettato nel sistema 4.000 MLD di Dollari, tenendo al contempo i tassi a livelli bassissimi (0 - 0.25%) e inducendo in tal modo gli investitori a indebitarsi per comprare azioni a leva (da ultimo vendendo anche bond dai rendimenti reali negativi) creando i presupposti per una nuova bolla finanziaria. Infatti, ora come allora, le aziende con basso rating riescono facilmente a cedere i propri crediti grazie all'eccesso di liquidità.
Non ha rallentato la spinta degli indici USA neanche il Sequester, che con i suoi tagli automatici alla spesa pubblica si stima possa produrre una riduzione la crescita del PIL dello 1.5% .
 
Tuttavia negli Stati Uniti ci si inizia a interrogare, anche a livello di FED, sull’opportunità di continuare l’ultimo programma di Quantitative Easing, che attualmente prevede l’acquisto di 85 Miliardi di Dollari in titoli al mese, consapevoli del fatto che queste manovre straordinarie sono state sì utili a evitare il crollo del sistema nel 2007-2008 e a riattivare una ripresa, ma comportano anche pesanti effetti collaterali tipo “post-doping”; il primo è l’assuefazione dei mercati finanziari, disposti a salire finchè continua “l’iniezione della droga”, per entrare in crisi quando la somministrazione viene interrotta.
 
Alcuni analisti ritengono tuttavia che i recenti rialzi oltre i massimi storici siano sintomo di un eccesso di ottimismo; rispetto al precedente top di mercato del 2007:
Ø il PIL USA è al 2%, inferiore rispetto al 2,5% di allora;
Ø i disoccupati sono oltre 12 milioni, erano 6,7 milioni,
Ø il rapporto debito / PIL è al 74%, mentre era al 38% , con il rating del debito pubblico americano che ha subito il taglio della tripla A .
E la strada, peraltro, è ancora in salita; serve un accordo Obama –Congresso poiché l’obiettivo finale è ridurre il disavanzo di 4mila miliardi di dollari in dieci anni portandolo dal 10% sul PIL al 4%; ne sono stati tagliati 2.500, ne mancano però ancora 1.500.


Sul fronte dell' analisi tecnica , condotta utilizzando la teoria di Elliott implementata con alcuni algoritmi (anche proprietari) emerge quanto segue:
Dow Jones Industrial Average (DJIA) - scenari di medio/lungo termine (grafici monthly e weekly)


lo Scenario Preferito è ribassista;

l'indice dovrebbe trovarsi nell'onda [IV] di grado SuperCycle , iniziata a partire dal top del 1999 dopo "the long run" degli anni '80-'90 e ancora distante dal suo completamento.
Questa onda potrebbe svilupparsi secondo due varianti, dalle medesime implicazioni:
> in forma di Three W-X-Y ; in questo caso il bottom del 2009 sarebbe la fine dell'onda W di grado Cycle e il rialzo in corso l'onda X , al termine della quale inizierebbe la terza (e forse ultima, se non è un double three) ondata ciclica ribassista;
> in forma di Expanding Triangle A-B-C-D-E dove l'onda A di grado Cycle è terminata nel 2002, la B nel 2007, la C nel 2009, e attualmente saremmo in prossimità di un top di onda D, al termine del quale si produrrebbe un Cycle Bear Market a testare nuovi minimi inferiori a quelli del 2009.
Secondo questo scenario, il potenziale target finale del rialzo in corso sarebbe in area 16.000 - 16.500, in corrispondenza dell'eventuale intersezione dei prezzi con la up-trendline, verosimilmente tra il 2° e 3° trimestre di quest'anno, con possibilità (ma minor probabilità) di estensione a 16.800 fino a luglio 2014.
Lo Scenario Alternativo invece, è bullish e prevede che l'onda [IV] SuperCycle sia terminata nel 2009 con un Irregular (o Expanding Flat) Alt:A-B-C tipo 3-3-5; dal 2009 ci troveremmo già nella quinta onda SuperCycle che tuttavia, avendo una struttura correttiva e non impulsiva, si starebbe sviluppando secondo un Ending Diagonal e attualmente saremmo nella Alt:[3] Primary della Alt:I Cycle .
Gli obiettivi di prezzo / tempo di questo scenario alternativo non sono ad oggi determinabili.



DJIA - scenario di breve termine (grafico daily)



 
lo scenario principale considera l'ipotesi di un three (w)-(x)-(y) di grado intermedio dell'onda [Y] Primary in corso, con l'onda a minor della (y) in completamento e quindi in prossimità di un temporaneo ritracciamento del mercato; conteggio alternativo, siamo nell'onda Alt:iii estesa della a minor , quindi rialzo ancora per uno - due mesi.


S&P500 (SPX) - Scenari di medio-lungo termine (grafico weekly)
 
Gli scenari preferiti e alternativo sono molto simili al DJIA (ovvero un Three o un Triangolo non expanding, oppure un Ending Diagonal), con la differenza sostanziale che qui stiamo testando un'area di resistenza molto più forte, poichè nel secondo top del 2007 questo indice non riuscì a superare il massimo del 1999.

 
S&P500 (SPX) - Scenari di breve termine (grafico daily)


Sul breve termine l'ipotesi prevalente è quella di un'onda minore z di un doppio three, all'interno di una intermedia anch'essa complex (w)-(x)-(y)-(x)-(z) . Il top target è molto vicino.

 

NASDAQ 100 - NDX / Scenari a medio-lungo termine (grafico weekly)



> Scenario preferito; il mercato è sempre in onda [IV] SuperCycle , ma ancora in onda B Cycle , con il completamento in corso dell'onda [Y] Primary di un complex corrective pattern rialzista, ove sta testando un Fibonacci price cluster; anche in questo caso il top di Ciclo appare vicino.
> Scenario alternativo; l'onda [IV] SuperCycle è terminata sul bottom del 2009 con un flat A-B-Ce si sta sviluppando l'onda [V] con una struttura ancora non ben identificata.


NASDAQ 100 - NDX / Scenari a breve termine (grafico daily)



Il conteggio sul daily è più complesso e disarticolato, ma l'ipotesi principale è quella dell'onda 5 minor finale che chiude l'onda intermedia e l'onda Primary, generando il top ciclico.
L'alternativa è che il top sia già stato raggiunto a settembre 2012.
 
 
 

Infine, con riferimento all' analisi del Sentiment , sul fronte di breve non ci sono segnali particolari mentre, con riferimento ad un orizzonte temporale intermedio, dei nove gruppi di indicatori classici (volatilità, opzioni, spessore, sondaggi , C.O.T., shorts, cash, insiders e fondi Ryders), quattro (quelli in rosso) , quindi il 45%, segnalano un eccesso di compiacenza / ottimismo; in genere tale circostanza lascia presagire la vicinanza ad un top di mercato e una buona probabilità di inversione ribassista nell'arco di 1-3 mesi.
Tra gli indicatori più interessanti il NYSE MARGIN DEBT e il NYSE NET MARGIN (differenza tra Credito-Debito degli operatori) che stanno raggiungendo gli stessi eccessi che precedettero il top del 2007, ad ulteriore conferma che siamo in piena bolla da leva.
CONCLUSIONI
Gli Stati Uniti sono in situazione economica favorevole, con GDP in crescita, disoccupazione in calo e inflazione sotto controllo; i tassi restano molto bassi, e il sistema economico continua ad essere pesantemente assistito da politiche monetarie espansive della FED; ad oggi esistono due potenziali focolai di crisi: l'alto debito pubblico, e la nascente bolla per l'eccesso di credito in circolazione e l'aumento dei prestiti e dei margini per investire a leva sull'azionario.
Dal punto di vista tecnico, i mercati sono in un forte bull market ciclico dal 2009; il trend è rialzista e sebbene non ci siano chiari segnali di una imminente inversione potremmo non essere distanti da un TOP del Ciclo Rialzista (tra il 2° e il 3° trimestre 2013) raggiunto il quale si apre lo spazio per un Bear Market Cycle duro di almeno 2 - 3 anni.

Attualmente il rapporto rischio/rendimento del mercato non è favorevole ad un investimento azionario generalizzato sulla borsa USA.
Conseguenze operative:
> eventuali posizioni long di medio - lungo termine in portafoglio andrebbero ridotte progressivamente o chiuse definitivamente (ognuno valuterà in base ai propri modelli di uscita), e sarebbe opportuno astenersi dall'assumerne di nuove;
> i traders molto dinamici ed esperti, che operano in logica reversal, con un alto grado di propensione al rischio e quindi consapevoli di poter subire una raffica consecutiva di stop loss (che sommati possono essere molto penalizzanti), possono ipotizzare l'apertura di posizioni short (personalmente non rientro tra questi perchè non opero mai contro-trend);
> l'investitore prudente, con un medio-alto grado di avversione al rischio, è opportuno che si astenga da qualsiasi operatività;
> i traders attivi , con un livello medio di propensione al rischio e capaci di un monitoraggio attento e costante, che intendessero comunque sfrutture la forza relativa di un mercato azionario in un forte trend rialzista, pur se potenzialmente vicino ad un top di Ciclo, potrebbero eventualmente aprire posizioni long su singoli titoli leader in pura logica di swing trading e con approccio breakout, ovvero con orizzonte temporale d'investimento di massimo 5 giorni con ingresso sull'eventuale rottura al rialzo di titoli che hanno formato un flat base pattern in un uptrend strutturale; stop loss molto stretto (il primo sotto il minimo intraday del giorno di rottura, il secondo comunque al 3%), obiettivo modesto (8%) e stop profit a scalare (dal + 3% chiusura se scende del 3%, e così via).


Su http://elliottfibonacci.blogspot.it/ , alla pagina US Stocks, sono occasionalmente pubblicate le Hot List settimanali di azioni per operatività in swing trading.

Buon trading e prudenza!

ElwaveSurfer


FINE PRIMA PARTE
seconda parte di prossima pubblicazione: ITALIA
 

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