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domenica 10 marzo 2013

QUADRO FONDAMENTALE - Riepilogo alla 1° settimana di marzo 2013

 
ITALIA sempre in una crisi nera
PIL 2012 -2,4%, crollano consumi e investimenti; debito al 126.5% sul PIL
Numero disoccupati al livello record di 3 milioni; tasso all’11,7%, sui giovani 38.7%; il 65% delle famiglie dichiara di avere entrate insufficienti per vivere, in crisi i giovani e chi è in affitto ; è caduto il mito delle formiche, il tasso di risparmio è sceso del 4% tra il 2007 e il 2011 mentre è rimasto stazionario in Francia e Germania ; la famiglie che possono risparmiare sono il 30% (rispetto al 50% dei primi anni ’90); questo è normale di fronte ad una netta contrazione del reddito disponibile e nel tentativo di mantenere invariato il proprio tenore di vita.

A fine settimana arriva il declassamento del rating di Fitch , che scende a «BBB+», con prospettive negative , lo stesso voto di S&P (anch'essa "BBB+"), e un punto in più rispetto a Moody's ("Baa2").  3 i motivi: 1) incertezza politica, dovuta al risultato elettorale, che non consente la formazione di un governo stabile che possa varare le riforme strutturali; 2) La recessione può essere più dura e profonda 3) il debito pubblico italiano in probabile salita al 130% del Pil alla fine del 2013.
Ora c’è un evidente rischio deterioramento per l’Italia che sta superando la Spagna come percezione di paese in difficoltà 
Italia: ha la metà della disoccupazione, banche più solide, famiglie con la metà del debito, un deficit contenuto; MA  ha un debito al 126.5% del PIL, è senza un governo, i Cds italiani hanno superato quelli iberici segnalando che il nostro mercato ora è considerato più rischioso;

Spagna: debito al 86% nel 2012 (93% a fine 2013) MA un deficit al 10%, e indebitamento più alto

UE


TUTTAVIA LE POLITICHE DI AUSTERITA’ IMPOSTE  DALLA UE AD ALCUNI PAESI PER RISANARE I PROPRI BILANCI DETERMINANO RECESSIONE,DISOCCUPAZIONE E FORTI TENSIONI SOCIALI.
Grecia; salvata nel 2010 con oltre 173 miliardi di euro, ha un debito 2013 stimato al mantiene un al 175,6% del Pil ; PIL 2013 atteso - 4,4% del Pil, sarà il 6° anno consecutivo di recessione; consumi in calo del 6-8% annuo dal 2009; i tagli della spesa colpiscono sempre più duramente anche il pubblico impiego e le piazze continuano a riempirsi.
Irlanda; dopo il salvataggio da 67,5 miliardi, la disoccupazione è al 14,1% , quella giovanile è al 30,6; consumi e domanda interna in calo e la modesta crescita è tutta dovuta all’export.
Portogallo Per la troika è un modello di risanamento, il governo ha dimezzato il deficit ma il paese è entrato nel suo terzo anno di recessione tra le proteste di piazza e il caos politico; Pil 2012 - 3,2% (media annua 1992-2008 + 2.1% ) conseguenze devastanti sulle imprese, sul lavoro e sulle famiglie.
Spagna Disoccupazione record al 25%, 50% tra i giovani, totale 6 milioni di disoccupati, due milioni di famiglie rimaste senza alcun reddito, i consumi stanno trascinando a fondo il PIL (2012 – 1.4%); la crisi del sistema bancario, dovuta al crollo del mercato immobiliare, è stata tamponata con un prestito di 40 MLD dell’ESM, ma ha assorbito i prestiti per le imprese, riducendo perciò la domanda di investimenti delle imprese. Le manovre governative (volute dalla UE) fatte di tagli alle spese e aumenti di tasse non sembrano sufficienti a risanare nel breve la situazione, tanto che la Ue sembra chiedere un ulteriore aumento dell'Iva.
Francia, Portogallo e Spagna hanno chiesto più tempo per ridurre il proprio deficit sotto al 3% del PIL

La BCE lascia i tassi fermi allo 0.75%, rivede al ribasso la crescita economica UE per il 2013, con ripresa solo nel 2014, e mantiene una politica monetaria resterà espansiva di fronte a uno scenario di bassa inflazione che frenerà nel 2014 all'1,3%, cioè ben al di sotto dell'obiettivo del 2%
Per questo il FMI PREME SULLA BCE PERCHE’ STIMOLI L’ECONOMIA CON UN TAGLIO DEI TASSI


USA
 
SCATTA IL SEQUESTER PER 85 MILIARDI; i tagli automatici alla spesa pubblica dopo il mancato accordo Obama-Congresso colpiranno servizi sociali, progetti di ricerca, sicurezza agli aeroporti, programmi educativi per i più poveri, difesa.  A rischio 750mila posti di lavoro  E Uno 0,6% di crescita in meno del Pil.
L'obiettivo finale è ridurre il disavanzo di 4mila miliardi di dollari in dieci anni portandolo dal 10% sul PIL al 4%; ne sono stati tagliati 2.500, ne mancano però ancora 1.500

Ma la BORSA USA NON SI PREOCCUPA E il  DJIA segna il MASSIMO STORICO
Il rialzo da gennaio della Borsa USA è stato generato da:

-          buon andamento dell'ultima stagione delle trimestrali con circa il 75% delle società dell'S&P 500 che hanno riportato utili oltre le attese
-          la "sete" di rendimento che continua a spinge a comperare azioni, vendendo gli enormi stock di Bond che hanno rendimenti reali negativi.
Il mercato è ancora drogato dalla Politica monetaria FED ultraespansiva che ha iniettato nel sistema 4.000 MLD di $
tuttavia secondo alcuni analisti tanto entusiasmo non è giustificato; bassa crescita del Gdp all’1,6%; i disoccupati sono 13 milioni; il rapporto debito / Gdp è passato dal 38% al 74% con il rating degli Usa che da AAA è sceso AA+.

calano le richieste di sussidi di disoccupazione e CALA LA DISOCCUPAZIONE DAL 7,9 AL 7,7%, LIVELLO PIU’ BASSO DAL 2008
Questo potrebbe farà aumentare le pressioni su Bernanke per limitare gli interventi di QE e affini, e se ciò avvenisse Wall Street potrebbe invertire il trend e i rendimenti dei TBILL e TBOND diventerebbero più appetibile delle azioni.  Inoltre l'impatto del sequester, , deve ancora farsi sentire e la crescita americana resta così attesa nel 2013 a un modesto ritmo inferiore al 2%, incapace di sostenere il rilancio occupazionale di febbraio. Anche se Bill Gross di PIMCO ha alzato al 3% la sua stima per il Pil 2013. Diversi operatori, ad esempio, rilevano alcune similitudini con il 2007 (prima del crollo). Ora come allora, infatti, aziende con merito di credito bassissimo riescono facilmente a cedere i loro crediti. Il tutto, ovviamente, grazie all'eccesso di liquidità.

CINA
 

da un lato conferma l’obiettivo di crescita al 7.5% anche per il 2013, con un incremento del 10% della spesa di bilancio per finanziare settori quali la sanità, l'agricoltura e l'istruzione; dall’altro il PCC prevede un nuovo piano di urbanizzazione da 5.000 MLD di euro per portare nelle città 400 milioni di cinesi . Sarebbe un forte stimolo alla crescita dei consumi interni, e potrebbe risolvere il problema del grande surplus commerciale cinese , creando un enorme mercato di importazioni dall'estero. Presto il pil cinese potrebbe superare quello americano.
Il piano sarà finanziato con una serie di emissioni obbligazionarie che potrebbero, almeno in parte, essere collocati all'estero.
GIAPPONE

Pil + 0.2% nell’ultimo trimestre 2012; lo yen continua ad indebolirsi ed è ai minimi da 3 anni e mezzo sul dollaro; la borsa festeggia toccando i massimi dalla crisi Lehman perché la debolezza dello yen aiuta le esportazioni.
il mercato si aspetta nuove manovre della BOJ finalizzate ad accelerare la fine della deflazione e successivamente il conseguimento di un target di inflazione fino al 2%.



Morale: siamo all'interno del perimetro mondiale (la UE) più in difficoltà, e il Paese con le peggiori prospettive.
Ma se fossimo noi i prossimi a cadere sarebbe un domino planetario, altro che Lehman....


ElwaveSurfer

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